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AI literacy: l'obbligo di formazione dell'AI Act (art. 4) spiegato

Praveena Shenoy
Praveena Shenoy

Country Manager, India

Pubblicato: ·Aggiornato: ·Revisionato da Johan Carlsson, Country Manager, Svezia

AI literacy è il termine inglese per l'«alfabetizzazione in materia di IA» dell'articolo 4 dell'AI Act: fornitori e deployer devono adottare misure per promuovere competenze e consapevolezza di chi usa l'IA per loro conto. Vale dal 2 febbraio 2025 per qualsiasi sistema, anche solo ChatGPT o Copilot. Non esiste un corso obbligatorio, ma serve un programma proporzionato e documentato.

In sintesi

  • L'articolo 4 si applica a tutti i fornitori e deployer, qualunque sia il livello di rischio. Anche un'azienda che usa solo Microsoft 365 Copilot rientra nell'obbligo.
  • Il testo originale chiedeva misure per garantire «nella misura del possibile un livello sufficiente» di alfabetizzazione. Dopo il regolamento (UE) 2026/1744 l'obbligo è promuoverla, senza garantire un livello specifico per ogni persona.
  • Nessun esame, attestato o numero di ore imposto dall'AI Act. Le indicazioni della Commissione puntano su formazione per ruolo, rischio e conoscenze di partenza.
  • In Italia vigila l'ACN. Il d.lgs. 179/2026 aggiunge obblighi formativi per ordini professionali, sanità, giustizia e PA.
  • Tenete traccia di cosa avete fatto e perché: è la vostra prova principale.

Cosa significa «AI literacy» nell'AI Act

Nel testo italiano del regolamento non c'è la parola inglese: c'è «alfabetizzazione in materia di IA», definita all'articolo 3, punto 56, come le competenze, le conoscenze e la comprensione che consentono a fornitori, deployer e persone interessate di usare i sistemi di IA in modo informato e di essere consapevoli delle opportunità, dei rischi e dei possibili danni. In Italia però si cerca soprattutto «ai literacy», e molti corsi si chiamano così. Sono la stessa cosa.

Il punto della definizione è che non basta saper scrivere un prompt. Bisogna capire cosa può andare storto: risposte inventate, dati riservati finiti nel posto sbagliato, discriminazioni, eccessiva fiducia nell'output. L'articolo 4 si applica dal 2 febbraio 2025, insieme ai divieti dell'articolo 5. Per la collocazione nel regolamento, vedete la guida all'AI Act.

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Come l'Omnibus digitale ha cambiato l'articolo 4

Il testo originale dice che fornitori e deployer «adottano misure per garantire nella misura del possibile un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA del loro personale» e delle altre persone che si occupano dei sistemi per loro conto, tenendo conto di conoscenze tecniche, esperienza, istruzione, contesto d'uso e persone su cui i sistemi sono usati. Il regolamento (UE) 2026/1744, l'Omnibus digitale in vigore dal 27 luglio 2026, lo ha riscritto. In sintesi, a ottobre 2026:

  • L'obbligo resta. Fornitori e deployer adottano misure per promuovere l'alfabetizzazione del personale e di chi opera i sistemi per loro conto.
  • Nessun livello garantito. Non si chiede più un livello «sufficiente» e il testo chiarisce che non serve garantire un livello specifico per ciascuna persona.
  • Un ruolo per le istituzioni. Commissione e Stati membri sostengono le iniziative, con attenzione alle PMI.
  • Restano gli obblighi dell'alto rischio. L'articolo 26 continua a chiedere che la sorveglianza umana sia affidata a persone con competenza, formazione e autorità adeguate.

Leggete la formulazione nel testo consolidato e non in un riassunto: è quella che applicheranno le autorità. Il quadro completo delle modifiche è nella scheda sul Digital Omnibus.

In pratica, la riscrittura riduce il rischio di essere giudicati su uno standard indefinito ma non autorizza a restare fermi. Un'azienda che ha distribuito l'IA generativa a 500 dipendenti senza istruzioni, policy né formazione farebbe fatica a dimostrare di aver adottato misure. Per vedere subito dove siete, potete valutare gratis la vostra governance AI rispetto all'AI Act: l'assessment considera l'alfabetizzazione insieme a policy, inventario e sorveglianza.

Cosa aggiunge l'Italia: il d.lgs. 179/2026

La legge 132/2025 aveva delegato il Governo a prevedere percorsi di alfabetizzazione e formazione. Il d.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, in vigore dal 23 ottobre 2026, li ha resi concreti per alcuni settori. Non cambia l'articolo 4, che resta europeo, ma ne fissa l'attuazione per categorie precise.

ChiCosa prevede il d.lgs. 179/2026
Professionisti iscritti a ordini e collegi (art. 47)La formazione iniziale e continua include percorsi sull'IA: funzionamento, limiti, regole dell'AI Act, deontologia e informazione al cliente, con un monte ore minimo. I consigli nazionali adeguano i regolamenti entro sei mesi
Professioni sanitarie (art. 51)Una quota dell'obbligo ECM triennale sarà dedicata all'IA, definita entro sei mesi
Datori di lavoro (art. 42)Informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici dell'IA e sulle misure di prevenzione; l'IA che incide su organizzazione e ritmi di lavoro entra nella valutazione dei rischi del d.lgs. 81/2008
Pubblica amministrazione (art. 40)Linee guida del Ministro per la PA sulle competenze minime sull'IA per i dipendenti pubblici, con SNA e Formez PA
Amministrazione della giustizia (art. 46)Percorsi differenziati per funzione e rischio, anche per la sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio

Per un'azienda privata il messaggio è chiaro: l'alfabetizzazione non è più solo un tema di compliance europea, ma entra nella sicurezza sul lavoro e nella deontologia dei consulenti esterni con cui lavorate.

Quale formazione serve davvero? Un programma per ruoli

A rigore l'AI Act non impone un programma o un numero di ore. Chiede misure proporzionate: chi usa quali sistemi, per cosa e con quale rischio. Le domande e risposte della Commissione sull'alfabetizzazione confermano che non esiste un formato unico, che non serve un certificato e che conviene tenere registri interni. La tabella è un punto di partenza da adattare ai sistemi che usate davvero: per questo l'inventario dei sistemi di IA viene prima.

RuoloCosa deve sapereFormato possibile
Tutti i dipendenti che usano strumenti di IA (es. Copilot)Strumenti approvati, dati che non vanno mai inseriti, allucinazioni e verifica, etichettatura dei contenuti, a chi segnalare i problemiE-learning di 30–45 minuti all'ingresso e al rilascio di un nuovo strumento; guida di una pagina; richiamo annuale
Responsabili di teamQuando una decisione assistita dall'IA richiede revisione umana, eccesso di fiducia, escalation, casi d'uso approvati nel teamWorkshop di circa 90 minuti con casi del reparto
Vertici e CdARuoli e livelli di rischio, propensione al rischio, sanzioni, responsabilità, scadenzeBriefing di un'ora, ripetuto quando cambia il quadro
HR e selezionePerché l'IA nel lavoro è ad alto rischio, bias, informativa ai lavoratori, decisioni finali riservate a una persona (art. 41 d.lgs. 179/2026)Mezza giornata più formazione sullo strumento del fornitore
Customer care con chatbotAvviso che si parla con un'IA, passaggio all'operatore, reclami sulle risposte dell'IAModulo breve e istruzioni nel sistema di ticketing
Sviluppatori, data scientist e ITObblighi di fornitore e deployer, dati, test, log, gestione sicura di prompt e modelli, marcatura dei contenutiWorkshop tecnici, linee guida di sviluppo sicuro, revisioni interne
Acquisti, legale e complianceDomande ai fornitori, clausole contrattuali, documentazione da chiedere, rapporto con il GDPRWorkshop e checklist nel processo di acquisto
Responsabili della sorveglianza umana su sistemi ad alto rischioCapacità e limiti del sistema dalle istruzioni per l'uso, distorsione da automazione, quando e come intervenire o fermarloFormazione formale con firma prima dell'incarico; aggiornamento a ogni modifica del sistema

Collaboratori, somministrati e consulenti che usano l'IA per vostro conto vanno nelle righe giuste: l'articolo 4 parla di «qualsiasi altra persona», non solo di dipendenti. E il ruolo conta: essere fornitore o deployer di un sistema cambia ciò che i team tecnici devono sapere.

«Corso AI Act»: come scegliere una formazione esterna

Chi cerca «corso AI Act» o «formazione AI Act» trova un'offerta molto varia. Qualche criterio per scegliere:

  • Aggiornamento: il corso deve citare l'Omnibus digitale e le date del 2027 e 2028. Se parla ancora di alto rischio dal 2 agosto 2026, è superato.
  • Adattabilità: un modulo generico va bene per la base, ma HR, customer care e sviluppo hanno bisogno di esempi propri.
  • Strumenti reali: la formazione migliore usa gli strumenti che il personale ha davvero e la vostra policy interna.
  • Registrazioni: chiedete report di completamento esportabili. Vi serviranno come prova.
  • Attestati: utili per l'ordine professionale o il curriculum, ma non sono richiesti dall'AI Act.

Come documentare l'alfabetizzazione

Non serve un certificato, ma se l'autorità chiede cosa avete fatto, «abbiamo mandato una mail» non basta. Un fascicolo leggero e credibile contiene:

  1. Un piano breve: gruppi destinatari, contenuti, frequenza, responsabile. Per una PMI bastano una o due pagine.
  2. Il legame con l'inventario: quali sistemi usa ciascun gruppo, così che i contenuti seguano il rischio.
  3. Registri di formazione: completamenti della piattaforma e-learning, fogli presenze, date e versioni dei materiali.
  4. Prese visione della policy: conferma che il personale ha letto l'AI policy aziendale. Ne trovate la struttura nell'articolo sui contenuti di una AI policy aziendale.
  5. Note di revisione: quando e perché avete aggiornato il programma, per esempio dopo un nuovo strumento o un incidente.

Una nota sulle sanzioni. L'articolo 99 dell'AI Act non fissa un massimale specifico per l'articolo 4, e l'articolo 23 del d.lgs. 179/2026 non lo richiama espressamente tra gli obblighi con sanzione pecuniaria propria. Questo non lo rende irrilevante: la mancanza di formazione pesa quando l'autorità valuta un'altra violazione, e per l'alto rischio la competenza di chi sorveglia è un obbligo sanzionato dell'articolo 26. Inoltre l'autorità può ordinare di porre fine a un'infrazione.

Domande frequenti

Cosa chiede l'articolo 4 dell'AI Act?

Chiede a fornitori e deployer di sistemi di IA di adottare misure per promuovere l'alfabetizzazione in materia di IA del personale e delle altre persone che usano i sistemi per loro conto, tenendo conto di conoscenze, esperienza e contesto d'uso. Dopo l'Omnibus digitale non serve garantire un livello specifico per ogni persona. Si applica dal 2 febbraio 2025.

La formazione sull'IA è obbligatoria per tutti i dipendenti?

È obbligatorio adottare misure; un corso specifico no. La Commissione chiarisce che non ci sono formazioni obbligatorie né certificati. La formazione è il modo più comune per dimostrare di aver agito, ma contano anche guide, policy, workshop e affiancamento, se adeguati ai ruoli e ai rischi. Per i professionisti iscritti agli ordini e per le professioni sanitarie il d.lgs. 179/2026 prevede invece percorsi specifici.

L'articolo 4 vale se usiamo solo ChatGPT o Copilot?

Sì. L'articolo 4 riguarda i deployer di qualsiasi sistema di IA, non solo di quelli ad alto rischio. Se il personale usa assistenti generativi al lavoro, l'azienda è deployer e deve dare indicazioni proporzionate su strumenti approvati, protezione dei dati, verifica delle risposte e segnalazione dei problemi.

Chi controlla l'alfabetizzazione in Italia?

Le autorità nazionali di vigilanza del mercato, non l'ufficio europeo per l'IA. In Italia è l'ACN, e per il settore finanziario Banca d'Italia, CONSOB e IVASS. Le indicazioni della Commissione collocano vigilanza ed esecuzione dall'agosto 2026; in Italia i poteri sanzionatori sono disciplinati dal d.lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026.

Serve un attestato di «AI literacy»?

No, l'AI Act non lo richiede e non esiste un attestato ufficiale. Può essere utile per i crediti formativi di un ordine professionale o come prova interna, ma ciò che conta davanti a un'autorità è il programma: chi avete formato, su cosa, quando e perché.

Partite da policy e inventario

Un programma di alfabetizzazione vale quanto la policy e l'inventario su cui si appoggia. L'assessment gratuito di Opsio per l'AI Act e la governance AI richiede circa 40 minuti di domande in italiano, in 14 passi. All'invio scrive quattro documenti sulle vostre risposte, tra cui l'AI policy sull'uso accettabile che la formazione di base dovrebbe insegnare, e valuta la maturità su dieci ambiti. I documenti sono consegnati in inglese come file Word modificabili. Gratis, senza impegno.

Questo articolo è un'informazione generale e non costituisce consulenza legale. Verificate il testo consolidato del regolamento (UE) 2024/1689, come modificato dal regolamento (UE) 2026/1744, e il d.lgs. 179/2026 su Normattiva. Situazione aggiornata a ottobre 2026.

Scritto da

Praveena Shenoy
Praveena Shenoy

Country Manager, India

Praveena guida le operazioni di Opsio in India, portando oltre 17 anni di esperienza trasversale in IA, manifattura, DevOps e managed services.

Standard editoriali: Questo articolo è stato scritto da professionisti cloud e revisionato dal nostro team di ingegneria. Lo aggiorniamo quando cambiano la tecnologia o la normativa di cui tratta; le date in questa pagina indicano l'ultimo aggiornamento. Opsio è editorialmente indipendente.