Opsio - Cloud and AI Solutions
AI7 min di lettura· 1674 parole

AI Act: cos'è il regolamento europeo sull'IA e come funziona

Praveena Shenoy
Praveena Shenoy

Country Manager, India

Pubblicato: ·Aggiornato: ·Revisionato da Johan Carlsson, Country Manager, Svezia

L'AI Act, formalmente regolamento (UE) 2024/1689, è la legge europea sull'intelligenza artificiale. In vigore dal 1° agosto 2024, si applica a chi sviluppa, vende o usa sistemi di IA nell'UE e li regola in base al rischio: vieta alcune pratiche, impone obblighi stringenti all'IA ad alto rischio e trasparenza a chatbot e contenuti generati.

In sintesi

  • È un regolamento: vale direttamente in Italia, senza recepimento. La legge 132/2025 lo affianca con regole nazionali, senza aggiungere obblighi per i sistemi di IA.
  • Si applica a fornitori e deployer, anche fuori dall'UE se l'IA o il suo output arrivano nell'Unione.
  • Quattro livelli di rischio: inaccettabile (vietato), alto, trasparenza, minimo.
  • L'Omnibus digitale, regolamento (UE) 2026/1744, è legge da luglio 2026: ha rinviato l'alto rischio al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028, non il resto.
  • In Italia vigila l'ACN, AgID è autorità di notifica; nel settore finanziario intervengono Banca d'Italia, CONSOB e IVASS.

Che cos'è l'AI Act

L'AI Act è il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale. Nel testo ufficiale italiano si chiama «regolamento sull'intelligenza artificiale»; in Italia lo si trova anche come «regolamento IA», «AI Act europeo» o semplicemente «AI Act». Il testo italiano dell'AI Act su EUR-Lex conta 113 articoli e 13 allegati; per leggerlo aggiornato, usate sempre la versione consolidata con le modifiche del 2026.

Lo scopo dichiarato è doppio: far circolare liberamente nel mercato unico un'IA affidabile e incentrata sull'essere umano, e proteggere salute, sicurezza e diritti fondamentali. Non regola la tecnologia in astratto ma i suoi usi: lo stesso modello può essere irrilevante per la legge in un'applicazione e ad alto rischio in un'altra. La Commissione segue l'attuazione attraverso l'ufficio per l'IA, che vigila direttamente sui modelli per finalità generali.

Per un'azienda la domanda pratica è sempre la stessa: quali dei nostri usi dell'IA ricadono in quali obblighi, e da quando? Per avere un primo quadro in poco tempo potete usare l'assessment gratuito di Opsio sulla governance AI e l'AI Act, che vi fa domande su strumenti, dati, persone e fornitori e scrive i documenti di governance di base.

Consulenza gratuita con esperti

Hai bisogno di aiuto con cloud?

Prenota un incontro gratuito di 30 minuti con uno dei nostri specialisti in cloud. Analizziamo le tue esigenze e forniamo raccomandazioni concrete — nessun obbligo.

Solution ArchitectSpecialista IAEsperto sicurezzaIngegnere DevOps
50+ ingegneri certificatiAWS Advanced PartnerSupporto 24/7
Completamente gratuito — nessun obbligoRisposta entro 24h

A chi si applica

Il regolamento distingue diversi operatori lungo la catena del valore. I due ruoli principali sono il fornitore, che sviluppa un sistema di IA o lo fa sviluppare e lo immette sul mercato con il proprio nome, e il deployer, che lo utilizza sotto la propria autorità in un'attività professionale. Ci sono poi importatori, distributori, fabbricanti di prodotti e rappresentanti autorizzati. Un'azienda che usa Copilot è deployer; una software house che vende un gestionale con funzioni di IA è fornitore; spesso si è entrambe le cose per sistemi diversi. Il tema è approfondito in deployer e fornitore nell'AI Act.

La portata è extraterritoriale (articolo 2). Il regolamento si applica ai fornitori che immettono IA sul mercato dell'Unione ovunque siano stabiliti, e a fornitori e deployer fuori dall'UE quando l'output del sistema è usato nell'Unione. Restano esclusi, tra l'altro, l'uso personale non professionale, la ricerca scientifica pura e gli usi esclusivamente militari o di sicurezza nazionale.

I quattro livelli di rischio, in breve

LivelloEsempiCosa comporta
InaccettabilePunteggio sociale, manipolazione dannosa, riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola, raccolta indiscriminata di immagini facciali; dal 2 dicembre 2026 anche app «nudifier» e materiale pedopornograficoPratiche di IA vietate (art. 5)
Alto rischioSelezione del personale, merito creditizio, istruzione, biometria, infrastrutture critiche, IA nei dispositivi medici e nelle macchineObblighi per fornitori (gestione dei rischi, documentazione, conformità) e deployer (art. 26)
TrasparenzaChatbot, contenuti generati, deep fake, riconoscimento delle emozioni dove consentitoInformare le persone e marcare i contenuti (art. 50)
MinimoFiltri antispam, suggerimenti di prodotti, ottimizzazione della logisticaNessun obbligo specifico, salvo alfabetizzazione (art. 4)

A parte, il capo V disciplina i modelli di IA per finalità generali, come i grandi modelli linguistici: ne parliamo nella scheda sui modelli GPAI.

Le date che contano, dopo l'Omnibus digitale

Il regolamento si applica a tappe. Nel luglio 2026 il calendario è stato modificato dal regolamento (UE) 2026/1744, l'Omnibus digitale: è legge adottata, pubblicata il 24 luglio 2026 e in vigore dal 27 luglio 2026, non più una proposta come si leggeva in molti articoli fino a giugno.

DataCosa si applica
1° agosto 2024Entrata in vigore
2 febbraio 2025Pratiche vietate e alfabetizzazione in materia di IA
2 agosto 2025Modelli GPAI, governance, sanzioni
2 agosto 2026Trasparenza (art. 50) e applicazione generale
2 dicembre 2026Nuovi divieti; fine della proroga per la marcatura dei sistemi generativi esistenti
2 dicembre 2027Alto rischio, allegato III
2 agosto 2028Alto rischio, allegato I (IA nei prodotti regolamentati)
2 agosto 2030Sistemi ad alto rischio già in uso presso autorità pubbliche

Il dettaglio è nella pagina sulle scadenze e l'entrata in vigore dell'AI Act; cosa ha cambiato l'Omnibus, oltre alle date, è spiegato nella scheda sul Digital Omnibus.

L'AI Act in Italia: autorità e legge nazionale

L'Italia ha completato il quadro con la legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025, e con due decreti legislativi del 2026. L'ACN (Agenzia per la cybersicurezza nazionale) è l'autorità di vigilanza del mercato e il punto di contatto unico con l'UE; AgID è l'autorità di notifica degli organismi di valutazione della conformità; insieme gestiscono lo spazio di sperimentazione italiano. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS vigilano sui sistemi ad alto rischio nel credito, nei servizi di investimento e nelle assicurazioni, mentre il Garante privacy conserva tutte le competenze sul GDPR. La legge aggiunge regole su lavoro, professioni, sanità, minori e il reato di diffusione illecita di deepfake; il d.lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026, disciplina poteri e sanzioni. Tutto è spiegato nella guida alla legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale.

Sanzioni

I massimali dell'articolo 99 sono tre: fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate; fino a 15 milioni o al 3% per la maggior parte degli altri obblighi, compresi alto rischio e trasparenza; fino a 7,5 milioni o all'1% per informazioni inesatte alle autorità. Vale l'importo più alto, ma per PMI e start-up quello più basso. In Italia il d.lgs. 179/2026 ha recepito questi tetti e ne ha aggiunto uno per la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali: fino a 1 milione di euro o allo 0,5%. Per i fornitori di modelli GPAI le sanzioni sono della Commissione.

Le nostre guide all'AI Act

Ogni guida approfondisce un tema per le aziende italiane, con date aggiornate a ottobre 2026.

Domande frequenti

Cos'è l'AI Act in parole semplici?

È la legge dell'Unione europea che regola l'intelligenza artificiale in base al rischio. Vieta alcuni usi considerati inaccettabili, impone requisiti severi ai sistemi che possono incidere su lavoro, credito, istruzione o sicurezza, chiede trasparenza a chatbot e contenuti generati e lascia liberi gli usi a rischio minimo, salvo la formazione del personale.

L'AI Act vale anche per le PMI italiane?

Sì, vale per tutte le organizzazioni che sviluppano o usano IA in un'attività professionale, a prescindere dalla dimensione. Le PMI hanno però agevolazioni: documentazione semplificata, accesso prioritario agli spazi di sperimentazione e sanzioni calcolate sull'importo più basso. Dopo l'Omnibus, alcune agevolazioni valgono anche per le imprese fino a 750 dipendenti.

Dove si trova il testo dell'AI Act in italiano?

Su EUR-Lex, il portale ufficiale del diritto dell'Unione, cercando il regolamento (UE) 2024/1689. Per le modifiche del 2026 consultate anche il regolamento (UE) 2026/1744 o, quando disponibile, la versione consolidata. Il testo italiano usa termini come «fornitore», «deployer» e «alfabetizzazione in materia di IA».

Cosa si applica già nel 2026?

Le pratiche vietate e l'alfabetizzazione dal febbraio 2025, le regole sui modelli GPAI dall'agosto 2025, gli obblighi di trasparenza dal 2 agosto 2026 e i nuovi divieti dal 2 dicembre 2026. Gli obblighi per l'alto rischio sono stati rinviati al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028.

Chi controlla il rispetto dell'AI Act in Italia?

L'ACN, autorità di vigilanza del mercato con poteri ispettivi e sanzionatori, con AgID come autorità di notifica. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS sono competenti per i sistemi ad alto rischio nel settore finanziario. Per i modelli per finalità generali vigila invece l'ufficio europeo per l'IA.

Da dove cominciare

Inventario, ruoli, policy per il personale, controllo dei fornitori e valutazione dei rischi sono le basi richieste in pratica da qualsiasi obbligo dell'AI Act. Con l'assessment gratuito di Opsio per AI policy aziendale e governance AI rispondete in circa 40 minuti, in 14 passi e in italiano, e ricevete quattro documenti scritti sulle vostre risposte (framework di governance AI, AI policy sull'uso accettabile, checklist per i fornitori AI e modello di valutazione dei rischi) con un quadro di maturità su dieci ambiti. I documenti sono consegnati in inglese come file Word modificabili e restano vostri. Se volete un supporto per l'attuazione, c'è la nostra consulenza sulla governance AI.

Questo articolo è un'informazione generale e non costituisce consulenza legale. Verificate il testo consolidato del regolamento (UE) 2024/1689, come modificato dal regolamento (UE) 2026/1744. Situazione aggiornata a ottobre 2026.

Scritto da

Praveena Shenoy
Praveena Shenoy

Country Manager, India

Praveena guida le operazioni di Opsio in India, portando oltre 17 anni di esperienza trasversale in IA, manifattura, DevOps e managed services.

Standard editoriali: Questo articolo è stato scritto da professionisti cloud e revisionato dal nostro team di ingegneria. Lo aggiorniamo quando cambiano la tecnologia o la normativa di cui tratta; le date in questa pagina indicano l'ultimo aggiornamento. Opsio è editorialmente indipendente.